BRAUN Atelier 3
C'è chi fa design e chi fa la storia del design

Questa prima parte della recensione è assolutamente uguale a quella relativa al modello RCS9, infatti lo chassis è esattamente lo stesso. Sul modello Atelier 3 è stato aggiunto il giradischi e le fiancate sono in alluminio satinato anzichè in legno.
Ringrazio l'amico storiografo Carlo Giacchin che ha dedicato tempo e risorse a questo studio.

Un link al suo ultimo libro: Attentato alla fiera. Milano 1928
Mursia - ISBN: 8842541370

Bauhaus e anni Sessanta

Il 1961 è uno degli anni "crocevia" della storia del Novecento. In quell'anno assistiamo ad avvenimenti che segneranno profondamente, nel bene e nel male, l'Europa.
In Germania, specialmente, il 1961 vede la costruzione del muro di Berlino, simbolo di una divisione che parte da Berlino e coinvolge l'intero mondo. La logica dei blocchi contrapposti conoscerà asprezze tali da portarci sull'orlo della catastrofe nucleare, in occasione della crisi di Cuba, solamente due anni dopo.
Ma il 1961 è l'anno che apre la conquista dello spazio e la crescita esponenziale della ricerca scientifica. Yuri Gagarin, il 12 aprile 1961, con la Vostok 1, è il primo uomo nello spazio, in orbita intorno alla terra.
E'un anno straordinario anche per la cultura. Ivo Andric vince il premio Nobel per la letteratura, nella Scuola di Francoforte Karl Popper e Theodorn Adorno si scontrano in merito al metodo della ricerca scientifica nel famoso "Positivismusstreit", ossia lo scontro tra positivismo e materialismo dialettico, che condizionerà il dibattito epistemiologico futuro. Si suicida Hemingway, e Primo Levi scrive "La tregua", cronaca di un ritorno nel mondo dei vivi dopo l'inferno del lager.
E' anche l'anno del boom economico, e la ricostruzione dell'Europa distrutta dalla II guerra mondiale, proseguita per tutti gli anni Cinquanta, è alla base di un periodo di espansione economica senza precedenti. Nasce la società del benessere, e la Germania è in prima fila.
La cultura tedesca riscopre Weimar, e gli esponenti dell'avanguardia artistica e teatrale, come Brecht. Nel 1961 Walter Gropius, fondatore nel 1919 della tendenza rivoluzionaria dell'architettura Bauhaus, fonda a Darmstad l'Archivio Bauhaus. La Bauhaus, nata nel 1919, e stroncata definitivamente dall'avvento di Hitler, viene riscoperta nei primi anni Sessanta dalla nuova generazione cresciuta nel duro dopoguerra. E' l'inizio di una rivelazione per gli architetti degli anni Sessanta, che riscoprono le linee essenziali della concezione del grande architetto tedesco. L'abitazione come l'oggetto di arredo diventano la realizzazione finale di un processo di costruzione mentale, ideativa e infine pratica, che coniuga assieme tecnica, ergonomia ed essenzialità, in una fusione stilista assolutamente innovativa .
I nuovi concetti della costruzione entrano nelle grandi aziende attraverso l'assunzione dei designers, una figura professionale nuova che arriva a condizionare le linee di produzione. Ecco che gli oggetti prodotto e messi in vendita vengono visti in una visione "totale" del prodotto, ossia come sintesi di tecnica e immagine.
Nasce il design moderno, così come lo intendiamo ora.
La Braun è una delle prime a investire in design. Il migliore designer è stato Dieter Rams che fu allievo di Otto Apel ( Apel fu per dieci lunghi anni il principale assistente di Albert Speer, l'architetto di Hitler, divenuto in seguito ministro degli armamenti del Reich. Dopo la guerra venne assunto dagli americani per modernizzare le tecniche edilizie in USA).
Rams iniziò un lavoro di ricerca stilistica che lo portò a sviluppare il concetto dell'essenzialità ergonomica, condensata nel suo aforisma "Weniger, aber besser", ossia "Meno, ma meglio" o anche, liberamente, "Meno, purchè migliore". Evidenti nei suoi lavori influenze della Bauhaus, e in particolare di Peter Keler, del quale ha tradotto nelle elengati e semplicissime linee delle sue creazioni i concetti di spazialità e di linearità di opere come "Culla", del 1922.

Carlo Giacchin

Bibliografia semplice:

- Walter Gropius, The new architecture and the Bauhaus, Cambridge, M.I.T. Press, 1968, ©1965.
- Gropius - Marston Fitch, Walter Gropius, New York, G. Braziller, (The masters of world architecture series), 1960.
- Magdalena Droste; Angelika Taschen, Bauhaus 1919 - 1933, Ko?ln Taschen 2002,
- Reissinger; Robinson; Siebenbrodt, Bauhaus Weimar - designs for the future, Ostfildern-Ruit : Hatje Cantz Publishers, 2000.
- Jaeggi-Schwaiger, Fagus: industrial culture from Werkbund to Bauhaus, New York , Princeton Architectural Press, 2000.
- Hans-Joachim Braun, The German economy in the twentieth century (The German Reich and the Federal Republic), Routledge, New York 1990.
- Jonathan M Woodham, Twentieth century design, Oxford University Press, Oxford 1997.
- Nigel Whiteley, Design for society, London, Reaktion Books, 1998.

Riferimenti essenziali web:

http://www.bauhaus.de/
http://designmuseum.org/design/dieter-rams
http://www.depadova.it/it/People/Ritratti/0049/00100/articolo_c.html
http://www.designboom.com/weblog/cat/8/view/7137/bauhaus-a-conceptual-model-the-exhibition.html
http://gizmodo.com/5411868/dieter-rams-gallery/gallery/10
http://www.formguide.de/en/designers/overview/peter-keler/

Dieter Rams - Wiesbaden (D) - 20 Maggio 1932 - Designer
Fonte: wikipedia


Studiò architettura presso il Werkkunstschule Wiesbaden. Dopo aver lavorato per l'architetto Otto Apel, entrò a far parte della Braun, della quale diventò direttore del dipartimento di design nel 1961, posizione che mantenne fino al 1995.

Rams spiegò così il suo approccio al design: "Weniger, aber besser" (traducibile liberamente come "Meno, ma meglio").

Molti dei suoi prodotti sono oggi esposti in molti musei di tutto il mondo, tra cui il MoMA di New York.

Dieter Rams continua ad essere una figura di riferimento nel mondo del design; di recente ha disegnato una copertina per la rivista Wallpaper.

Curiosa immagine del 2004 dove si vede Dieter Rams mentre sta installando il padiglione dedicato alla 'The New Electronics' nella manifestazione "Designing Modern Life" tenuta all'interno del Design Museum di Londra.

Fonte: designmuseum.org

Design Museum Londra

Dieter Rams e Apple

Fonte: thepiratesdilemma.com

A questo link c'è un bell' articolo su come il lavoro di Dieter Rams alla Braun nel 1960 abbia influenzato le creazioni di Jonathan Ives, il designer di Apple.

"Quando si guardano i prodotti Braun di Dieter Rams, molti dei quali al MoMA di New York e li raffronta con il lavoro di Ive in Apple, è possibile vedere chiaramente la somiglianza del loro filosofie.
L'uso sparso del colore, la selezione dei materiali, la forma dei prodotti progettata in funzione del loro utilizzo reale e non su disegni o modelli artificiali, il design "onesto".

"Questa passione per la" semplicità "e" design onesti "che Ive ha sempre dichiarato nelle sue intervistate e nei video promo, è al centro dei 10 principi per una buona progettazione di Dieter Rams

Le dieci regole di un buon design secondo Dieter Rams

• Un buon design è innovativo.
• Un buon design rende un prodotto utile.
• Un buon design è esteticamente piacevole.
• Un buon design ci aiuta a capire un prodotto.
• Un buon design è discreto.
• Un buon design è onesto.
• Un buon design è durevole.
• Un buon design da importanza ad ogni dettaglio.
• Un buon design è interessato all'ambiente.
• Un buon design richiede la minor progettazione possibile.

Per informazioni sul Museum of Modern Art questo è un bel link.

 

 

Qui invece si trova una completa retrospettiva del lavoro di Rams (in Inglese)

Le dieci regole di Rams (sagge ed ancora attualissime) sono state applicate non solo nel design di questo apparecchio, ma anche nella progettazione della parte meccanica ed elettronica.
Questo Receiver rappresenta il top assoluto della produzione Braun a valvole. Appartiene alla classe dei grossi Receiver tedeschi, come il Telefunken Opus 2550 e 2430, lo Steuergerat 3004 della Nordmende, la Graetz Stereo Unit 250, la Saba Studio I ecc.

La peculiarità che differenza questo apparecchio dagli altri Receiver è l'attenzione posta alla semplificazione dei circuiti elettronici.
Poichè ogni componente presente in un circuito, oltre ad essere una potenziale fonte di guasti introduce del rumore o delle colorazioni, negli impianti Hi-End moderni è perfino ovvio parlare di semplificazione circuitale spinta al massimo in modo che il segnale attraversi il minimo numero di componenti.
Oggi tutto questo è palese, ma nel 1961 si seguiva un'orientamento opposto, soprattutto in Germania, la complessità circuitale era ritenuta motivo di prestigio.
Per esempio negli apparecchi sopra citati riconosciamo spesso dei complessi circuiti di controreazione. I controlli di tono o i vari tasti Sprache, Bass, ecc. erano spesso ottenuti variando la risposta in frequenza proprio di circuiti di feedback, con un effetto benefico sulla distorsione ma a prezzo di una diminuzione della trasparenza del suono.

Nella Braun la controreazione è ridotta ad una resistenza (evidenziata in rosso) , mirando ad una bassa distorsione ed una eccellente trasparenza musicale.
Il circuito di controllo dei toni è quanto di più canonico, quasi scolastico esista, un efficacissimo e molto bilanciato circuito Baxandall (evidenziato in giallo) permette di controllare i toni senza variare la fase del segnale a seconda della posizione dei potenziometri.
Il circuito del Loudness (evidenziata in verde) è estremamente semplice e studiato per una esaltazione delle basse frequenze non eccessiva e quindi troppo evidente od addirittura fastidiosa.

Ci sono rovesci della medaglia?
Il primo è che le valvole finali non possono essere sfruttate al massimo, proprio per l'assenza di circuiti fortemente controreazioni.

Dobbiamo accontentarci quindi di una potenza di poco superiore ai 7 W per canale contro gli 8,5 W della Nordmende per esempio.
Il secondo è che la qualità del suono non è proprio a livello dei Telefunken, Nordmende e Graetz della stessa classe, manca a mio avviso un po di vigore.
Con questa macchina sono particolarmente necessari diffusori ad alta efficienza.

Il modello oggetto del restauro è stato dotato del rarissimo decoder MPX originale. E' stato quindi necessario effettuare le numerose, ma per fortuna ben documentate modifiche. Ora questo apparecchio riceve in stereo anche le stazioni FM che trasmettono in stereofonia.
Questa è una vera rarità.

A mio avviso questo apparecchio va acquistato più per il design mozzafiato che per le prestazioni assolute.


Questi sono i diffusori Braun che possono essere accoppiati con soddisfazione a questa macchina, i grossi Braun 710 delle foto (tratte da ebay).

Nelle mie prove ho usato due bellissime Grundig Box 210A che per il loro design si sposano alla perfezione con la Atelier 3 anche se non riescono a tirare fuori tutte le qualità di questa macchina.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Anno di produzione 1961-65

Frequenza intermedia IF: 460/10700

Nr circuiti accordati:
8 Circuiti AM
12 Circuiti FM

Gamme d'onda: Onde medie (OM)
.......................... .. Onde lunghe (OL)
...................... ...... Onde corte (OC)
FM ................. ... UKW

Tensioni di funzionamento da 110 a 220 Volt

Materiali Mobile in legno ed alluminio

Dimensioni (LHP) 566 x 301 x 280 mm

Peso netto 15 kg

Valvole: ECC85 ECH81 EF89 EBF89 EM84 ECC83 ECC83 EC92 EC92 ELL80 ELL80

CONTROLLO TONI

Il sistema di controllo dei toni è di tipo Baxandall come descritto nel commenti iniziale. La rete è logaritmica ed i potenziometri anche, come nel progetto originale Baxandall.

ORIENTAMENTO ANTENNA

Antenna in ferrite rotante con finestra che ne indica la posizione.

L'antenna in ferrite si ruota con la manopola grande dietro alla manopola del volume,


All'interno del mobile è presente un dipolo per la ricezione FM ed una antenna in ferrite orientabile per la ricezione AM.


La sensibilità in ricezione con le antenne interne è discreta.

Usando un'antenna esterna la sensibilità è notevole.

L'occhio magico è nuovo

COMANDI

A sinistra si trova il comando del volume con loudness incorporato.
Procedendo verso destra incontriamo la manopola del controllo dei toni acuti e quella dei toni bassi.
Sopra vediamo l'occhio magico che indica la perfetta sintonizzazione di ciascuna stazione.
Troviamo poi la scala delle FM e delle bande AM per le Onde Lunghe, Medie, Corte.
Sotto la scala vediamo nell'ordine i tasti di accensione, esaltazione toni medi, AFC (Controllo automatico di frequenza), Stereo/Mono, Fono, i tasti per sintonizzarsi sulle Onde Lunghe, Antenna in ferrite, Medie, Corte, FM.
Ancora a sinistra troviamo partendo dall'alto la manopola della sintonia, il cui movimento è molto piacevole essendo supportata da un grosso volano.
Sotto troviamo alto
la manopola del controllo del volume dell'ingresso Fono se connesso ad una sorgente monofonica, il controllo di Bilanciamento ed il comando di rotazione dell'antenna in ferrite .

LATO POSTERIORE

Uscita per altoparlanti esterni.

Ingresso giradischi e registratore o lettore CD

Ingressi antenna AM ed FM e presa di terra.

IL RESTAURO
Inizia la fase di pulizia
La fase di lubrificazione delle meccaniche
Il restauro della piastra dello stadio finale - canale destro
Lo stadio a media frequenza non funzionava, è stato necessario smontarlo per vedere cosa aveva
le piste del circuito stampato erano interrotte
Prima fase di taratura
Taratura finale
Il mobile appena restituitomi dal mobiliere
Ecco il rarissimo decoder MPX di cui parlavo
Siamo quasi alla fine

Il motore va smontato e lubrificato, il condensatore di rifasamento sostituito ed anche lo spegniscintilla, e va verificata la morbidezza della puleggia.

... e la consueta notturna a conclusione

 

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