SABA Stereo I
SRI-16
Saba è l'acronimo di Schwarzwälder-Apparate-Bau-Anstalt che significa Istituto Ingegneristico di apparati tecnologici della Foresta Nera.
L'azienda viene fondata nel lontano 1835 da Joseph Benedikt con il nome di Jockele - Uhren, ma solo nel 1923 comincia la produzione di componenti per apparecchi radio e l'azienda prende il nome SABA.
Alla fine degli anni 20 SABA spopola con il celebre S35 e negli anni successivi il marchio diventa il secondo produttore tedesco dopo Telefunken.
Durante la guerra SABA produce ovviamente apparecchiature militari e nel 45 l'azienda viene completamente distrutta in un bombardamento.
Nel 47 ricomincia la produzione di radio e SABA si distingue immediatamente per la produzione di avanguardia e di altissimo livello.

Inizia anche le produzione di televisori (il primo TV a colori PAL è un SABA), elettrodomestici ed apparecchiature mediche.
Molti italiani lavorarono alla SABA.
Diventano famosi gli altoparlanti Greencone in Alnico per le loro caratteristiche di linearità, tenuta in potenza, impedenza costante che verranno usati in tutti gli apparecchi HI-FI dell'epoca anche da molti altri costruttori.
Diventano anche famosi gli apparecchi radio con sintonia motorizzata e SABA diventa il marchio di riferimento tedesco, sinonimo di qualità, affidabilità e precisione maniacale.
Negli anni 70 comincia il declino. Per le riviste specializzate dell'epoca avere un apparecchio che non fosse giapponese negli anni 70 significava non avere HI-FI. Negli anni 80 la Thomson rileva la SABA.
Negli anni 90 dietrofront, avere una apparecchio giapponese anni 70 significava non avere HI-FI, si scopre che lavoravano con controreazione del 96% e che un apparecchio con estensione di 0,001 db da 1 a 100 KHz non suona necessariamente bene.
Ci fidiamo poco delle nostre orecchie e troppo di quello che dicono gli altri, non necessariamente in buona fede.
Nel 2007 per insolvenza la SABA sparisce dalla joint venture TCL (Cinese) e Thomson (Francese) e cessa di esistere.

Lo Steuergerät secondo SABA

Steuergerät tradotto significa Unità Elettronica di Controllo.
Racchiude il sintonizzatore e l'amplificatore entrambi stereofonici, e vi si può collegare un giradischi, piuttosto che un lettore CD/DVD o qualsiasi altro tipo di fonte sonora.
Quello che mi interessava di questo apparecchio era la grande esperienza che la Saba aveva accumulato sugli Steuergerat. Infatti prima di arrivare allo SRI-16 la Saba produsse nel 62 la Freiburg-Studio, nel 63 la Freiburg Studio A, nel 64 Stereo-Studio 1, per arrivare nel 65 a questa nuova e bella macchina.

La qualità Saba si vede e si sente tutta.
La linea è molto diversa da tutte le altre macchine dell'epoca. Un unico grande schermo in vetro serigrafato con in evidenza sulla destra il grande indicatore stilizzato della posizione dell'antenna in ferrite. Piccole manopole, tutte uguali, con serigrafie distinte per funzione, una singola tastiera che raccoglie tutte le funzioni.
Un design che mette la funzionalità al primo posto. Molto elegante, non può stancare, è ancora attualissimo.

Le doti musicali di questa macchina meritano una descrizione particolareggiata. Viene analizzata più avanti nel dettaglio.

Ho accoppiato questa macchina con una coppia di meravigliose Celestion 120, i famosi box costruiti nella fabbrica di Ditton.
I box successivi verranno infatti commercializzati come Celestion Ditton. Box che rappresentano la massima espressione della musicalità inglese dell'epoca nella fascia di prodotti accessibile a tutti.
L'efficienza di questi box è sufficiente a "far suonare" forte la Saba
.
Anche in questo caso ho provato ad accoppiarlo ad un'altra coppia di box tra quelli che preferisco, dei box 600 della Grundig ma il risultato non è stato soddisfacente. Si è manifestato subito un eccesso di bassi, troppi e troppo avanti. Gli acuti rimangono puliti ma le Celestion restituiscono un immagine musicale più trasparente, più cristallina.

Ennesima prova che i box Grundig sono digeriti solo da elettroniche Grundig.

Anche qui, ovviamente, ore ed ore di ascolto mai affaticante e pulito, anche se un po più energico che con gli altri Steruerget provati sin'ora.

Quando analizzo gli Steuergerat spesso spendo due parole anche nella descrizione dei diffusori con cui ho testato la consolle.
Nel caso delle Celestion Ditton c'è un immensa quantità di materiale in internet, ma una breve analisi non guasta.

Gran parte delle persone che hanno acquistato questi diffusori ... li hanno ancora. Non sono diffusori facilmente sostituibili.
Abituano bene e raffinano l'orecchio di chi li ascolta per lungo tempo.
Si diventa esigenti, un po snob, praticamente inglesi.

Alla Celestion fecero progetti geniali.

Queste 120 sono un due vie con reflex meccanico composto da un woofer passivo (quello in basso). Soluzione successivamente copiata da molti.
I bassi ci sono, esattamente quando serve.
La risposta in frequenza scende molto molto in basso.
Il punto d'incrocio è molto morbido, per voci presenti ed in primo piano.
Il magico tweeter Celestion HF1300 con la brevettata griglia d'uscita a turbina con effetto venturi riproduce la gamma medio-alta con un eccezionale realismo e freschezza.

La collocazione spaziale del suono dipende molto da CD a CD.
Ma in genere è ampia.

Efficienza elevata, perfettamente adatta ad un'amplificazione a valvole.

Le membrane sono in gomma di altissima qualità, infatti si sono mantenute in perfette condizioni sino ad oggi.

La scelta dei diffusori è importantissima per valorizzare questa ed altre macchine simili dell'epoca.

Testati con amplificazioni a stato solido, in particolare con finali, rigorosamente vintage naturalmente, a Mosfet della Sony, questi diffusori sfoderano una grinta inaspettata.
Ma rimango convinto che siano enormemente più a loro agio quando vengono pilotati da una coppia di Vacuum Tubes in Push-Pull.
Grande soddisfazione sempre con questi diffusori, che danno il meglio di se con musica classica, lirica, jazz e con i difficilissimi vocalist.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI
Anno di prduzione 1965

Principio di ricezione: Supereterodina

Frequenza intermedia IF: 460/10700

Nr circuiti accordati:
6 Circuiti AM
11 Circuiti FM

AM
Onde medie (OM)
Onde lunghe (OL)
Onde corte (OC)

FM

UKW

Tensioni di funzionamento (CA)
110; 125; 160; 220 Volt

Prese per altoparlanti esterni
Soprammobile con tastiera.

Dimensioni (LHP) : 645 x 235 x 220 mm

Peso netto 15 kg

Valvole: ECC85 ECH81 EAF801 ECC83 EMM803 ECLL800 ECLL800

Antenna orientabile in ferrite

DIFFUSORI ACUSTICI SEPARATI

Come qualsiasi sinto-amplificatore moderno l'unità non è provvista di altoparlanti posti all'interno del mobile, sarebbe impossibile ottenere qualcosa che possa fregiarsi del titolo di HI-FI.

DECODER STEREO

L'unità è dotata di Stereo-Decoder, quindi è veramente stereo, non come la maggior parte delle altre radio dell'epoca che erano in realtà monofoniche quando si ascoltava una stazione FM stereo.
Cioè il giradischi si sentiva in stereo, ma la radio comunque sempre in mono.

ANTENNE

All'interno del mobile è presente un dipolo per la ricezione FM ed una antenna rotante in ferrite per la ricezione AM.

La sensibilità in ricezione con le antenne interne è molto buona e non c'è bisogno di antenne esterne.
Oggi questo è scontato, ma nel 67 non lo era affatto.

SEZIONE FM

La sezione FM è composta dalla collaudatissima ECC85 in configurazione Amplificatore RF/Oscillatore-Mescolatore.
La sezione non è afflitta dai problemi che caratterizzavano gli apparecchi dell'epoca, in particolare lo Stereomeister 3000 della Grundig, cioè l'instabilità nel mantenere la sintonia.
La sezione FM è comandata da una manopola separata rispetto alla sezione AM.
La complessità meccanica di questa soluzione è minima, aumentando enormemente l'affidabilità del sistema.

L'occhio magico funziona perfettamente.

COMANDI

In alto a sinistra troviamo l'occhio magico diviso in due sezioni, la prima indica se la stazione è stereo, la seconda indica la perfetta sintonizzazione di ogni stazione.
A fianco troviamo la scala delle bande AM, cioè Onde Corte, Medie, Lunghe.
La scala inferiore è quella della banda FM.

I tasti cominciando da sinistra sono rispettivamente:

On/Off - Onde Lunghe - Onde Medie - Onde Corte - FM - Phono - Mono/Stereo

La prima manopola da sinistra è quella del comando dei toni acuti.
Troviamo poi quella del controllo dei toni bassi, e quella del volume, con loudness incorporato
.
Assialmente a questa troviamo la manopola del bilanciamento tra i canali Destro e Sinistro.
Vi sono poi le due manopole separate per il contollo della sintonia nelle bande AM ed FM.
Coassialmente alla manopola della sintonia FM troviamo l'interruttore rotativo che inserisce l'AFC. (controllo automaitico di frequenza - impedisce lo slittamento della sintonia una volta centratat la stazione)
Notare che sulle manopole della sintonia è inciso un punto dello stesso colore dell'indice su cui la manopola agisce.
L'ultima manopola a destra è quella che permette la rotazione dell'antenna in ferrite per le bande AM.
Sopra a questa troviamo il grosso indicatore stilizzato della posizione dell'antenna, con interruttore automatico nella posizione Zero.

LATO POSTERIORE

Cambiatensione e cavo di alimentazione
Uscita per altoparlanti esterni.
Ingresso/Uscita per registratore.

Ingresso giradischi, CD, AUX.
Ingressi antenna AM ed FM e presa di terra.

Impressioni di ascolto

Sempre doveroso premettere che NON sono un esperto audiofilo e che quindi queste mie impressioni hanno esattamente il valore che hanno, cioè sono le mie impressioni.
La sezione radio è perfetta, stabile, con una perfetta selettività ancora oggi e con un facile sintonizzazione delle emittenti dovute alla lunga scala.
Altri apparecchi concorrenti Graetz Stereo Unit 250 o Grundig Stereomeister 3000 avevano 5/6 stazioni preselezionabili e memorizzabili, ma su quest'ultimo, lo Stereomeister, questo preziosismo era una gran fonte di problemi.

I miei banchi di prova da tempo sono due, sempre gli stessi,
Hosianna Mantra, il capolavoro dei Popol Vuh e The 6 Unaccompanied Cello Suites di Bach suonate, anzi INTERPRETATE da Yo-Yo Ma.

Il letture CD è un Grundig CD35, la migliore macchina che mi sia mai capitata tra le mani.

Anche su questo apparecchio la rotondità, la dolcezza, la corposità dei bassi e gli acuti mai affaticanti sono le caratteristiche principali.
La fatica di ascolto con la coppia Saba/Celestion non arriva mai.
Rispetto ad altre macchine che usano lo stesso controfase c'è la sensazione di avere un po più di potenza, ma è solo una sensazione, siamo intorno ai 9 W RMS per canale.
Casse troppo dure o poco efficienti potrebbero mortificare le caratteristiche dello stadio finale.

Sto decidendo se inserire Allevilive di Giovanni Allevi tra di CD di riferimento per testare le macchine.
Con la coppia Saba/Celestion il pianoforte di Allevi è sempre molto vivace
e ricchissimo di armoniche. E' necessario tenere alto il volume, il pianoforte è uno strumento difficilisimo da riprodurre. Non ho il riferimento di ascolto con altre macchine.

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Grazie Giovanni



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